
Ieri, sabato 30 maggio, il Festival di Cremona ha proposto un concerto in un ambiente molto suggestivo, la corte di Palazzo Pallavicino-Ariguzzi, uno degli edifici più antichi della città, restaurato negli ultimi anni, recuperando spazi di grande valore storico e artistico, ora sede della Fondazione "Antonio Stradivari" - LaTriennale. Nel raccolto cortile, dalla buona acustica, si è esibito l'ensemble olandese La Sfera Armoniosa: un trio formato da clavicembalo/organo, viola da gamba/lirone, tiorba, quest'ultima suonata dal bravissimo Mike Fentross. La vera protagonista della serata è stata però Sonia Prina, splendida voce contraltile barocca, con all'attivo esibizioni con i più grandi gruppi specializzati nel repertorio barocco e ruoli operistici nelle produzioni di Handel, Mozart, Monteverdi più prestigiose.
Programma ben congegnato, con alternanza di brani strumentali a quelli vocali. Tra i primi abbiamo ascoltato: Ed è pur dunque vero dagli Scherzi musicali di Monteverdi; Toccata arpeggiata & Canario e Passcaglia di Kapsberger, infine la Sonata per viola da gamba di Telemann. La prima parte del concerto ha proposto composizioni vocali monteverdiane: Se i languidi miei sguardi, lettera amorosa dal VII libro dei Madrigali; ed il Lamento d'Arianna, magnifico nell'interpretazione di Sonia Prina. La seconda parte si è spostata sulle Cantate di Handel: Dolce è pur d'amor l'affanno e O Numi eterni, cantata su testo del Cardinal Pamphilj. Davvero splendida la voce del contralto Sonia Prina: una voce virtuosa quanto espressiva, dizione perfetta, timbro caldo e scuro. Da ascoltare e riascoltare!












