lunedì 22 giugno 2009

Con il Quartetto Artemis e Jacques Ammon si chiude la stagione

Photo by Thomas Rabsch, from artemisquartet.com

Martedì 16 giugno abbiamo ascoltato - seconda volta in due giorni - il Quartetto Artemis: un vero privilegio. Al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia la formazione berlinese ha iniziato lo stupendo concerto con il Quartetto in la minore op. 29/ D804 "Rosamunda" di Schubert. Quindi si è cimentata nella musica di Piazzolla: Suite del Angel, per quartetto d'archi; Fuga y misterio per quartetto d'archi e pianoforte; Concierto para quinteto. Nelle ultime due opere l'Artemis è stato accompagnato dal pianista Jacques Ammon, con cui è attivo un sodalizio artistico ed umano: Per chi fosse interessato segnaliamo il bel CD edito per Virgin Classic, The Piazzolla Project. Nella seconda parte del concerto è stato presentato il Quartetto in fa maggiore n. 2 op. 22 di Cajkovskij. Le acclamazioni del pubblico sono valse un bis, nonostante l'ora tarda: il 2° tempo Andante del Quartetto n. 1 op. 11, sempre di Cajkovskij. Una serata di grande musica e la conferma di avere ascoltato un quartetto di assoluto rilievo.
Con questo concerto si è chiusa la nostra stagione 2008/2009, con un cartellone ricco ed eterogeneo, fitto di ben 86 appuntamenti, iniziato con il concerto del King's Consort a fine agosto a Milano. L'estate ci porta alla preparazione della nuova stagione: abbiamo già i biglietti in tasca per il MiTo e per il Settembre dell'Accademia... Qualche appuntamento ci sarà forse anche questa estate. Buone ferie a tutti!

Il Quartetto Artemis apre il Festival Internazionale del quartetto d'archi di Reggio Emilia

Il 15 giugno, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, si è inaugurata la II edizione del Festival Internazionale del quartetto d'archi, ottima rassegna collegata al Premio Paolo Borciani. Si è esibito il Quartetto Artemis, che conquistò il Borciani nel 1997. Oggi è un quartetto tra i migliori: composto da giovani musicisti, sotto la guida carismatica del violoncellista Eckart Runge, si distingue per il suono corposo, energico, strutturato. Un quartetto di grande soddisfazione all'ascolto. Nella serata del 15 giugno ha aperto il programma con il Quartettsatz in do minore D703 di Schubert. Quindi un'incursione nella musica contemporanea, con Jorg Widmann, autore di un ciclo di cinque quartetti, che rappresentano singoli movimenti di un unico grande quartetto: abbiamo ascoltato il n.2 Choralquartett ed il n.3 Jagdquartett. Il Choralquartett è un'opera introspettiva, pervasa di inquietudine. Il Jagdquartett è invece una composizione vorticosa, che mette a dura prova interpreti e strumenti, una caccia frenetica in cui il cacciatore finisce per divenire la preda. Nella seconda parte è stato proposto il monumentale e famoso Quartetto in sol maggiore op. 161/D887 di Schubert. Grande successo per il Quartetto Artemis, per noi al primo ascolto dal vivo.

domenica 14 giugno 2009

Le grandi ultime sonate con Paul Badura-Skoda

Photo from badura-skoda.com (photo credit not specified)

Lo ascoltammo poco più di un anno fa: inaspettatamente mercoledì 19 giugno il grande pianista austriaco Paul Badura-Skoda è tornato in Conservatorio a Milano, al posto della febbricitante Olga Kern. Un interprete grandissimo, alla soglia degli 83 anni ancora dotato di una notevole potenza ed agilità tecnica. Come scrissi lo scorso anno, un pianista classicissimo nell'impostazione, eppure originale, in grado di dar vita ad interpretazioni personali, vive, raffinate, in cui riversa tutta la propria maturità, la propria vita per la musica.
Bellissimo il programma, con le ultime sonate di Haydn (n.62 Hob. XVI/52), Beethoven (op. 111) e Schubert (D.960). Semplicemente un concerto da incorniciare.

Alexander Lonquich, concerto trionfale al Michelangeli

Martedì 9 giugno ultimo appuntamento - per noi - con il Festival Michelangeli a Brescia. Concerto da non perdere: Alexander Lonquich presenta le Variazioni Goldberg di Bach. Una breve introduzione con la Freie Fantasie fur Klavier di Carl Philipp Emanuel Bach, quarto e più famoso dei figli di Johann Sebastian, ed ecco Lonquich cimentarsi, tutto d'un fiato, con le Goldberg, rese dal pianista tedesco con la consueta maestria, finezza e profondità interpretativa. Trionfali gli applausi del pubblico, omaggiato nei bis con due Bagatelle dall'opera 126 di Beethoven: la n.1 in sol maggiore e la n. 2 in sol minore.

Christian Schmitt all'organo di S. Sigismondo


Lunedì 8 giugno nuovo appuntamento con la XXXII Settimana Organistica Internazionale di Cremona: sulla cantoria di San Sigismondo, meravigliosa chiesa di Cremona, Christian Schmitt ha suonato il bell'organo in un programma imperniato sulla musica organistica al tempo di Georg Friedrich Haendel. Oltre a brani del compositore di Halle (Suite in fa maggiore HWV 427, Concerto in fa maggiore n. 5 op. 4 nella trascrizione per organo solo dello stesso Schmitt, Fuga in sol minore HWV 605) sono state proposte composizioni di Buxtehude (Auf meinen lieben Gott), C.P.E. Bach (Sonata in la minore), Muffat (Toccata Ottava), Pachelbel (Ciaccona in fa minore), J.S. Bach (Pastorella in fa maggiore).
Christian Schmitt, curriculum prestigioso, esibitosi nelle più importanti sale da concerto (basti citare Gewandhaus di Lipsia, Tonhalle di Zurigo, Philarmonie di Berlino) si è rivelato un eccellente interprete, suonando con grande senso del ritmo e perfetto controllo dello strumento, da vero virtuoso dell'organo.

domenica 7 giugno 2009

Al via la Settimana Organistica Internazionale di Cremona

Concluso il Festival Monteverdi gli appuntamenti musicali di Cremona proseguono con i quattro concerti della XXXII Settimana Organistica Internazionale, che avrà il suo apice nel concerto in Cattedrale di Ton Koopman, venerdì 12 giugno.
Ieri sera primo appuntamento nella chiesa di San Bassiano: recentemente restaurata, la piccola chiesa del XII secolo è un autentico gioiello. Buona anche l'acustica, agevolata dalle dimensioni contenute. In programma i sei Concerti per oragno e orchestra op. 4 di Haendel. La parte orchestrale è stata ottimamente sostenuta da "I Solisti di Cremona", complesso fondato nel 1992 da musicisti professionisti attivi in svariate formazioni, legati da solidi rapporti amicali, con l'intento di presentare, accanto a pagine consolidate, composizioni meno note o addirittura del tutto obliate, in particolare del Seicento Cremonese. Marco Fracassi, direttore ed organista, ha sostenuto la parte solistica su un bell'organo storico da camera, di origine inglese.

La leggenda Emma Kirkby per il Monteverdi


Venerdì 5 giugno al Teatro Ponchielli di Cremona si è chiusa la XXVI edizione del Festival Monteverdi, con una protagonista straordinaria, il soprano Emma Kirkby, autentica leggenda della vocalità rinascimentale e barocca, una delle voci più belle ed ispirate, con all'attivo più di 100 registrazioni discografiche, tutte di riferimento. Nel concerto cremonese Emma Kirkby è stata accompagnata dall' Ensemble L'Aura Soave, diretto da Diego Cantalupi e formato da eccellenti musicisti, tra cui il bravissimo primo violino Nicholas Robinson. L'Aura Soave ha aperto il concerto con la Sonata n.2 op. III di Arcangelo Corelli. Quindi abbiamo ascoltato Qualor crudele sì, ma vaga Clori, cantata per alto e basso continuo di Haendel, con l'ottima voce di Antonio Giovannini, reduce dal successo salisburghese nel Demofoonte di Jommelli, con la direzione di Riccardo Muti. Emma Kirkby, salutata da un lungo applauso, ha poi proposto Or che d'orrido verno, cantata di Nicolò Porpora, con l'ottimo Marco Brolli al flauto traverso. Ancora Giovannini ha interpretato una cantata di Scarlatti, Bella dama di nome santa. Emma Kirkby ha nuovamente calcato il palcoscenico con Notte placida e cheta, cantata di Haendel. Dopo un intermezzo strumentale - Sonata n. 1b op. II di Haendel - si è concluso il programma del concerto con A mirarvi io sono intento, duetto haendeliano magistralmente interpretato dalla coppia Kirkby-Giovannini. Scroscianti gli applausi del pubblico.
Emma Kirkby canta ancora con una freschezza mirabile, perfetta intonazione e dizione, con una voce caratteristica, cristallina, quasi ultraterrena. Mirabile il virtuosismo che la supporta nelle arie, la finezza delle variazioni con cui canta i da capo. Un soprano che trasmette la gioia del cantare, che ama cantare dal vivo: sempre fitta è l'agenda dei suoi concerti. Quest'anno Emma Kirkby festeggia un traguardo importante nella propria vita e nella propria storia artistica. Il Festival Monteverdi ha reso omaggio al grande soprano, consegnandole una targa commemorativa raffigurante l'effige del "Divin Claudio", tra i lunghi applausi del pubblico. Emma Kirkby ha ringraziato in un ottimo italiano ed ha assistito da un palco di proscenio all'omaggio resole dagli allievi dell'Istituto Musicale di Cremona, preparati da Ilaria Geroldi, che hanno cantato alcuni madrigali di Monteverdi.

mercoledì 3 giugno 2009

Angela Hewitt splendida protagonsita al Festival Michelangeli


Photo by Peter Hundert, from Intermusica

La storia di questo blog ha un legame particolare con Angela Hewitt: suo è infatti il primo concerto di cui abbiamo parlato, nell'autunno 2007, quando la pianista canadese suonò per ben due sere a Brescia, nell'ambito del Bach World Tour. Prima di allora già la ascoltammo a Milano con l'Orchestra di Padova e del Veneto, quando questo blog non era ancora nemmeno un'idea... Quest'anno, dopo il concerto con l'OCM a Canneto, Angela Hewitt è rientrata nella nostra stagione concertistica con il concerto di ieri sera al Teatro Grande di Brescia, ospite del Festival Pianistico "Arturo Benedetti Michelangeli" di Brescia e Bergamo.
Ogni volta che ascoltiamo questa pianista straordinaria portiamo con noi qualcosa di nuovo. Ieri sera il programma era tutto imperniato su Bach. Si è aperto con i primi 4 preludi e fughe dal Libro I del Clavicembalo ben temperato. E' proseguito con la Partita n. 2 BWV 826. Nella seconda parte si è sviluppato con la Suite inglese n. 6 BWV 811 e con la Fantasia cromatica e Fuga in re minore BWV 903. Il Bach di Angela Hewitt - come sempre interpretato su un superbo Fazioli gran coda - è semplicemente unico: è metro di paragone per tutti coloro che si cimentano in questa musica senza tempo. La Hewitt lo affronta con un innato senso del ritmo, una musicalità naturale, un suono controllato, plasmato in ogni aspetto, rilucente brillantezza adamantina. Tanti applausi e due bis: la Giga dalla Partita n. 1 di Bach e dai di Couperin Pièces de Clavecin di Couperin "Les langueurs tendres".