Questa sera, 11 febbraio, il Teatro Ponchielli di Cremona ha ospitato il concerto del duo piano-violoncello formato da Olli Mustonen e Steven Isserlis, appuntamento di una mini-tourneè iniziata in Finlandia, proseguita a Dublino, Parma, Montefalcone e che, dopo Cremona, proseguirà a Milano, alla Wigmore Hall di Londra ed al Conservatorio di Brussels. I due protagonisti - già ascoltati
Isserlis a Torino con la CBSO e
Mustonen recentemente a Milano - sono nomi di primissimo piano nei rispettivi strumenti. Anche nel concerto cremonese, pur in veste di accompagnatore, Mustonen ha suonato con potenza e pulizia formale, accompagnando l'interpretazione con quell'enfasi gestuale che è parte della sua cifra espressiva. Stratosferico Isserlis: l'ascolto in un concerto cameristico ed in un ambiente ben più raccolto del vasto auditorium torinese ha ancor più evidenziato il talento di questo grandissimo violoncellista, che ci sentiamo di accostare ai pià grandi, come Maisky e la Gutman. Una interpretazione perfetta, costituita di padronanza tecnica assoluta e naturale, in connubio con una raffinata sensibilità. Lo splendido Stradivari "Feuermann" 1730 - strumento dalla voce possente ed equilibrata - è stato davvero suonato al massimo delle sue potenzialità, in un programma concepito duecento anni dopo la sua creazione: prodigio della musica , che permette ai grandi strumenti della liuteria classica di dar vita anche ad opere contemporanee, cui aggiungono il fascino del proprio suono unico. Grandissmo Isserlis, capace di rendere ogni sfumatura, ogni colore, con un suono ricco, fluente, di grande potenza oppure appena sussurrato, adornato da un virtuosismo emozionante.
Il programma si è aperto con la
Sonata op. 65 per violoncello e pianoforte di Britten, composta nel 1961 e stimolata dal sodalizio con Mtislav Rostropovic; composizione cupa, che regala momenti di virtuosismo ed un suggestivo pizzicato nel secondo tempo (che sarà noto ai telespettatori di Sky Classica, in quanto inserito in una delle sigle dell'emittente). Quindi è stata proposta la
Sonata per violoncello e pianoforte dello stesso Mustonen - che è anche compositore - in prima esecuzione in Italia: una composizione del 2006 (dedicata ad Heinrich Schiff) affascinante, evocativa di atmosfere misteriose, non priva di melodie sublimi, con spazio per il talento virtuosistico di Isserlis. Nella seconda parte abbiamo ascoltato l'energico lirismo della
Malinconia op. 20 per violoncello e pianoforte di Sibelius. Quindi i temi popolari della
Russian Maiden's Song di Stravinskij, trascrizione di un'aria tratta dall'opera teatrale
Mavra del compositore russo. In conclusione la
Sonata n.1 H. 277 per violoncello e pianoforte di Martinu. Un programma di estremo impegno per i due musicisti, affrontato tuttavia con agio e reso fruibile a tutto il pubblico, anche ai meno avvezzi alla musica del Novecento, grazie al talento dei due protagonisti.