lunedì 26 maggio 2008

Abbiati Prize 2008

Yesterday Teatro Donizzetti in Bergamo has been the scenario for the 26th edition of the "Franco Abbiati" Prize. Dedicated to the memory of one of the greatest music crictics, the Abbiati Prize is given each year by italian music critics to the most relevant performers , who distinguished during the previous year. The following are the winners of this year, in each category.
- Opera representation: Tristano e Isotta, Teatro alla Scala, Milan, december 2008, Conductor Daniel Baremboim, Director Patrice Chéreau
- Conductor: Yuri Temirkanov for La traviata at Teatro regio, Parma
- Director: Damiano Michieletto for La gazza ladra at Rossini Opera Festival
- Stage Design: L'oro del Reno and La Valchiria at Teatro Comunale, Firenze
- Singer: soprano Svetla Vassileva
- Soloist: violinist Leonidas Kavakos
- Music Initiatitive: Orchestra Giovanile Cherubini
- Siebaneck Prize for music teaching: Orchestra amatoriale della Verdi di Milano

Temirkanov e Matsuev grandissimi protagonisti a Brescia


Sabato 24 maggio al Teatro Grande di Brescia abbiamo avuto il privilegio di ascoltare un grandissimo concerto, con quello di Sokolov il migliore sin qui di questa 45esima edizione del Festival Michelangeli. Protagonisti L'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da Yuri Temirkanov, ed il pianista Denis Matsuev.
Temirkanov, che ieri a Bergamo ha ricevuto il Premio Abbiati 2008 della Critica italiana, è un Direttore fantastico: dopo averlo visto dirigere una volta (per noi è già la terza) non ci si può non "innamorare" della sua arte! La Filarmonica di San Pietroburgo è poi l'orchestra russa di maggiore prestigio e tradizione: e che orchestra stupenda! I valori in campo si sono subito capiti nell'apertura della serata, con l'Ouverture da Candide di Leonard Bernstein: un pezzo di estrema vitalità, in cui l'orchestra ha avuto buon gioco nel rendere tutta la lucentezza della composizione del grande Direttore americano. Giusto il tempo di accattivare l'attenzione e la simpatia del pubblico, ed ecco l'attesissimo Concerto n.2 in do minore op.18 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov: pagina musicale stupenda, che alterna momenti di grande impeto e virtuosismo a momenti di profondo lirismo. Ottimo Matsuev, pianista di prim'ordine, come attesta il suo prestigiosissimo curriculum: ci è molto piaciuto perchè, supportato da una tecnica ineccepibile, non si è addentrato in un sterile esercizio virtuosistico, bensì ha reso un'interpretazione personale, animata da un profondo sentire; anche i temi lirici del concerto non sono mai stati appesantiti da scontati sentimatilismi ma resi con grande finezza e personalità. Perfetta l'intesa con Temirkanov e l'orchestra. Gli applausi scroscianti sono valsi un delicatissimo bis del pianista, Carillon di Anatoly Ljadov.
Nella seconda parte del concerto Temirkanov ha plasmato una memorabile interpretazione delle Danze Sinfoniche op. 45 di Rachmaninov: dirigendo a memoria, a mani nude, ha dominato la "sua" orchestra in ogni singolo passaggio, con la finezza e sensibilità che sono il suo tratto distintivo: un Direttore che convince su tutti i fronti. Magnifica anche la Filarmonica di San Pietroburgo, davvero tra le massime orchestre al mondo. Concerto tanto più imperdibile per il programma, così fortmente russo e sentito con venerazione dai protagonisti di questa indimenticabile serata.

domenica 25 maggio 2008

Monteverdi Festival 2008, time of balances


I have recently noticed that a crescent number of visitors comes from outside Italy. When I decided to write down this blog my main purpose was to create a sort of diary of all the concerts I've been. This blog is about classical concerts held in Northern Italy: I live in Cremona, birthplace of the greatest violin maker of all times, Antonio Stradivari, and of the composer Claudio Monteverdi. With my father and sometimes with some friends we travel to other cities in the North of Italy: great classical concerts, great performers is what we seek. Beginning with this post I'll try sometimes to write a few notes in english, for all my kind visitors coming from outside my country. I'm afraid my english is not so good and hope you will forgive me! Comments and suggestions are welcomed.
During this month we have been in many concerts in my own town, where it took place the 25th edition of theMonteverdi Festival, dedicated to ancient music. The overall quality of the Festival is high. We have listened some of the major italian ensemble and Directors in the field of baroque musique performed on original instruments: Accademia Bizantina with Ottavio Dantone, Concerto Italiano with Rinaldo Alessandrini, La Risonanza with Fabio Bonizzoni, Europa Galante with Fabio Biondi. We have listened in two concerts to that magnificent and pure voice that is soprano Roberta Invernizzi. We have been delighted by The Tallis Scholars and their Director Peter Philips, with their unique purity and clarity of sound. Our last concert of The Monteverdi Festival was excellent too: Orchestra Cherubini directed by Kurt Masur. The Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" is one of the best Italian Orchestras: it has been created by Riccardo Muti who conducted this young musicians in many prestigious places, recently they played with Maestro Musti at Salzburg Whitsun Festival and at Musikverein in Wien. As for Kurt Masur, he needs no introduction, since he is well known as one of the greatest Conductors.

sabato 24 maggio 2008

Kurt Masur in trionfo con la Cherubini a Cremona

Concerto imperdibile quello di ieri sera al Teatro Ponchielli di Cremona per il Festival Monteverdi, dove era ospite il leggendario Direttore Kurt Masur, alla testa dell'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini". E' la seconda volta in cui Kurt Masur dirige al Ponchielli, la prima fu circa 40 anni fa con l'Orchestra Filarmonica di Dresda. La Cherubini è una creatura di Riccardo Muti, un'orchestra di formazione fondata dal grande Direttore napoletano nel 2004, dopo la fine della collaborazione con la Scala: ne fanno parte giovani musicisti di tutte le regioni d'Italia, al massimo trentenni, che con Muti vivono l'esperienza unica di suonare in orchestra e di farlo ai massimi livelli. Sin dai suoi esordi la Cherubini si è affermata come una delle migliori orchestre in Italia: il valore di Muti è stato proprio quello di plasmare da questo gruppo di giovani un'orchestra matura, arrembante, che non ha nulla da temere nei confronti di orchestre più blasonate. I concerti tenuti, con grande successo di pubblico e critica, al Festival di Pentecoste a Salisbusrgo e nella Sala d'Oro del Musikverein a Vienna sono la consacrazione internazionale del valore di questa orchestra; certo una gran bella soddisafazione per Muti, cui si aggiunge il recente annuncio della sua nomina a Direttore della Chicago Symphony a partire dalla Stagione 2010-2011 (provate a guardare il sito della CSO e capirete l'opportunità persa dalla Scala).
E che dire di Kurt Masur? Egli è senza dubbio uno dei più grandi Direttori d'orchestra della sua generazione, quest'anno celebra i suoi sessant'anni come direttore. Guidare una orchestra giovanile è per lui una esperienza gioiosa, la possibilità di trasmettere la sua conoscenza e la sua esperienza ad un gruppo di giovani, dopo avere diretto le orchestre più prestigiose del mondo: per 26 anni ha diretto il Gewandhaus di Lipsia, per 11 anni la New York Philarmonic, attualmente è Direttore dell'Orchestra Nazionale di Francia.
Nel primo tempo del concerto abbiamo ascolato la Suite per orchestra n.3 in re maggiore di Bach e la Sinfonia n. 88 in sol maggiore di Haydn: bene la Cherubini e Masur, l'unico limite è forse stato il voler proporre queste due opere con tutto l'organico orchestrale, eccessivo per Bach e Haydn.
Trionfale e splendida la seconda parte: Masur ha diretto una Cherubini smagliante ed impeccabile nella Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 "Italiana" di Mendelssohn. Felix Mendelssohn-Bartholdy è l'autore della vita per Kurt Masur, di cui egli è l'interprete di riferimento: Mendelssohn è stato tra l'altro Kappellmeister del Gewandaus di Lipsia, in una continuità il cui onere ed onore Kurt Masur non può non percepire. Sinonia tagliata su misura per i giovani della Cherubini, che con impegno e gioia hanno suonato da grande orchestra, plasmati dall'esperienza del grandissimo Direttore con cui hanno avuto l'onore di esibirsi. Un piccolo anedotto che ben descrive lo spirito di questo grandissimo Direttore: nel concerto di ieri sera, tra il 1° e il 2° movimento dell'Italiana, nel silenzio della sala, si udiva la flebile vocina di un bambino provenire da un palco, non un lamento o un pianto, solo alcune parole dette sottovoce; Kurt Masur, che stava per attaccare con il 2° movimento, si è girato e, con un grande sorriso, ha detto rivolgendosi al piccolo spettatore: "è vero!"
Peccato per i vuoti presenti in platea e sui palchi: c'è da chiedersi come si possa perdere un siffatto concerto, in una città come Cremona dove grandi orchestre e grandi Direttori non sono certo presenti tutte le sere. Meglio non addentrarci in questo campo, che porterebbe a constatazioni amare. Manteniamo la dolcezza del concerto di ieri sera: per chi se lo fosse perso ultimo appello questa sera, Masur e la Cherubini, con lo stesso programma, si esibiscono a Pisa.

I Virtuosi delle Muse interpretano Monteverdi e Cavalli

Prosegue a Cremona il Festival Monteverdi: il 22 maggio nella Chiesa di San Marcellino si è esibito l'ensemble I Virtuosi delle Muse, con il cremonese Stefano Molardi bravo Direttore e cembalista. In programma brani religiiosi di Monteverdi e Francesco Cavalli. Del primo abbiamo ascoltato il Confitebor secondo a 3 voci, il Confitebor terzo alla francese, il Laudate Dominum a 5, il Venite Sitientes a due voci, il Dixit Dominus secondo a 8 voci. Di Francesco Cavalli sono stati proposti: il Magnificat a 8, la Canzona a 3 In virtute tua, Domine, il Plaudite, cantate cimbalis a 3 voci. Programma estremamnete dilettevole e valido l'ensemble strumentale. Putroppo non altrettanto si può dire per le voci, così rilevanti in questo repertorio: salviamo giusto i due soprano ed uno dei due bassi; decisamente giudizio negativo per i due tenori, tanto poco potenti nelle loro voci da risultare il più delle volte inaudibili. Sicuramente meglio i brani con pochi solisti di quelli a più voci, in cui l'amalgama complessiva stentava non poco: in queste occasioni si capisce perché i Tallis Scholars sono qualcosa di strabiliante! Molto apprezzati anche i due brani solo strumentali proposti: la Sonata XII per due violini e fagotto di Giovanni Battista Fontana e la Sonata con 3 violini in eco di Biagio Marini, quest'ultima molto particolare per l'effetto d'eco ottenuto disponendo un violino in un pulpito laterale della chiesa ed un violino in fondo alla navata centrale.

giovedì 22 maggio 2008

The Tallis Scholars, quando la voce è incanto


Il 20 maggio il Festival Monteverdi di Cremona ha ospitato in San Marcellino uno dei concerti più significativi, quello dei Tallis Scholars, il gruppo vocale più eminente nell'interpretazione della musica rinascimentale. Fondati nel 1973 dal loro attuale Direttore, Peter Philips, i Tallis si sono imposti come gruppo di riferimento, tenendo ogni anno circa 70 concerti per il mondo, sempre nelle sedi e nei festival più prestigiosi. I loro dischi hanno meritato premi e riconoscimenti in tutto il mondo.
Li abbiamo ascoltati in un programma che si è aperto con il mottetto Laudate pueri Dominum di Palestrina, proseguendo con la Missa Laudate pueri Dominum, composta da Marc'Antonio Ingegneri, composizione ispirata e ricalcata sul lavoro di Palestrina. Nella seconda parte del concerto abbiamo ascolato il Requiem a 8 voci di Cavalli, Maestro di Cappella a Venezia, allievo di Monteverdi: opera vocale con un ricco contrappunto, ricca di tensione drammatica, come nella sequenza del Dies irae.
Tutte le qualità per cui The Tallis Scholars sono noti universalmente sono emerse in ogni momento della serata. Dieci voci eccezionali, perfettamente amalgamate nel creare un suono puro, in cui è perfettamente delineata la chiarezza delle linee musicali. La bellezza del loro suono è semplicemente disarmante, riempe l'intero luogo che ospita il concerto, sino a permeare ogni singolo spettatore. Consensi unanimi e trionfali da parte del pubblico, omaggiato di un bis, Tu es Paetrus di Palestrina.

martedì 20 maggio 2008

L'aristocrazia pianistica di Elisso Virsaladze


Bellissimo concerto quello di ieri sera a Milano. La protagonista , Elisso Virsaladze, pianista nativa della Georgia, è tra le più grandi interpreti, dotata di una tecnica totale e di una grande sensibilità. L'avevamo già ascoltata alla Scala nel dicembre 2006, in un concerto con Temirkanov: concerto benefico, rovinato dalle intemperanze del pubblico che frequenta questo genere di concerti mondani, spesso indisciplinato e non avvezzo a stare a teatro. Ieri sera per Serate Musicali abbiamo goduto di un recital solistico di straordinario impatto.
Molto bello quanto impegnativo il programma: la Fantasia in do minore K475, la Sonata in do minore K457, la Sonata in si bemolle maggiore K333, tutti di Mozart; di Schubert Tre Klavierstucke e la Fantasia in do maggiore Wanderer Fantasie op. 15 D760. Suggestivo il Mozart della Virsaladze, dotato di grande cantabilità e di tensione drammatica. Prodigio di interpretazione pianistica anche i brani di Schubert, in cui la pianista ha sfoggiato un virtuosismo di primissimo rango, molto apprezzato dal pubblico. Elisso Virsaladze suona il pianoforte in modo incantevole, senza inutili vezzi o formalismi, ottenendo un suono puro, adornato, ricco, senza leziosità. Un approccio totalizzante al pianoforte, da parte di un'artista schiva; una sua nota alla tastiera comunica più di mille parole.

domenica 18 maggio 2008

Europa Galante e Fabio Biondi, grandi interpreti al Festival Monteverdi

Prosegue a tambur battente il ciclo di concerti del mese di maggio. Ieri sera terzo appuntamento consecutivo con la musica del Festival Monteverdi: in San Marcellino protagonisti assoluti Europa Galante e Fabio Biondi. Tutto di Vivaldi il programma, con i 6 concerti de La stavaganza op. 4 , la Sinfonia per archi in sol maggiore "Il Coro delle Muse", la Sinfonia dall'Opera "Ercole sul Termodonte". Si tratta di composizioni di un Vivaldi maturo, con le quali egli si pose all'attenzione del pubblico colto dell'Europa del Nord. Programma splendido da ascoltare, conferma del genio compositivo di Vivaldi e della riduttività di ricondurlo alle Stagioni.
Davvero di primo piano i protagonisti della serata. Fabio Biondi, siciliano di nascita, è uno degli interpreti più acclamati nelle più prestigiose sale da concerto. Direttore di Europa Galante, con la quale si esibisce nei festival più importanti, tra gli altri il Festival di Salisburgo, Fabio Biondi è anche un violinista straordinario: ieri sera ha eseguito tutta la parte solistica per violino dei 6 concerti de La stravaganza. E che violinista! Un vero piacere per l'ascolto, un interprete di riferimento nel suo genere. Europa Galante, che con Biondi incide per Virgin Classics, è una compagine di primissimo livello, che ha presentato un Vivaldi scintillante, forgiato con cura ed esperienza, interpretato con naturalezza, brio, passione. Vedere questi musicisti, l'impegno con cui suonano, la serietà con cui intendono il concerto, a partire dall'accordatura degli strumenti, trasmette gioia allo spettatore, che è reso partecipe di un processo in cui la composizione è ricreata e portata a nuova vita. Molto apprezzati anche gli interventi di Biondi, che ha parlato con il pubblico e spiegato i tratti salienti del programma di ieri sera. Grande il successo attribuito dagli spettatori. Ben due bis, una danza pizzicata di Gluck, un movimento da un concerto di Corelli.

Fabio Bonizzoni con Ensemble La Risonanza, lo splendore del Vespro di Monteverdi

Venerdì 16 maggio la Chiesa di San Marcellino a Cremona ha ospitato per il Festival Monteverdi L'Ensemble La Risonanza di Fabio Bonizzoni (Direttore e organo): prosegue l'ascolto dei migliori interpreti italiani del repertorio antico. Con un valido cast vocale, su cui è spiccato il bravisimo soprano Roberta Invernizzi, è stata interpretato il Vespro della Beata Vergine, considerato il massimo capolavoro di Monteverdi. Si è trattato per me del primo ascolto dal vivo di questa composizione: la scoperta di un vero gioiello. Numerose le emozioni che la partitura regala, nei maestosi cori a più voci, nel dialogo salmodico tra i solisti e gli strumenti, in un rivestimento musicale di suadente bellezza.
Accanto ai cantanti solisti, di cui già si è detto, il Coro Costanzo Porta, consort vocale di Cremona, diretto da Antonio Greco, dedicato alla musica antica: una formazione negli ultimi anni ospite regolare del Festival Monteverdi e di altre prestigiose rassegne, una formazione di ottima qualità che, prevedibilmente, avrà un ruolo sempre più di spicco nell'esecuzione vocale della musica rinascimentale e barocca. E'piaciuta molto la direzione di Fabio Bonizzoni, fresca, fluida, frutto di competenza e passione. Ottima anche la prova strumentale dell'Ensemble La Risonanza: è sempre un piacere ascoltare e vedere chi suona con gioia ed entusiasmo.

Il divertissement di Adriano Banchieri proposto da Ensemble L'Aura Soave

Giovedì 15 maggio scorso gustoso concerto per il Festival Monteverdi di Cremona. Bella la sede, la Sala san Domenico del Museo Civico, ambiente raccolto, circondato da preziosi dipinti. Preziosa anche l'opera presentata, Il Festino nella sera del Giovedì grasso, opera di Adriano Banchieri, pubblicata nel 1608. Banchieri, nato a Bologna nel Cinquecento, fu un personaggio dai molteplici interessi: organista, compositore, scrittore, teorico. Accanto ad opere di musica sacra egli compose anche opere vocali profane: tra queste è da ascrivere Il Festino. Si tratta di un'opera vocale per due soprano, un contralto, un tenore ed un basso, con l'accompagnamento musicale di due violini, clavicembalo, dulciana, tiorba e chitarra. Lineare la trama su cui si incentra questa composizione buffa: una festa di Carnevale, come evoca il titolo, in cui si alternano buffi personaggi, dalla zitella irrisa per una fantomatica bellezza, ai bambini mascherati da animale, ai vocianti venditori di solfanelli. Trama lineare e semplice, ricca di spunti giocosi la tessitura vocale e strumentale. Non si pensi tuttavia ad un'opera di scarso valore culturale: in essa vediamo l'ironia del compositore che, in modo abile e surreale, trasfigura tutti i principali topoi compositivi del tempo.
Questa opera di musica antica è stata presentata al Festival Monteverdi di Cremona, in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna, dall'Ensemble Aura Soave, formazione cremonese, diretta da Diego Cantalupi, impegnato anche nel suonare tiorba e chitarra. Ottimo l'ensemble strumentale, composto interamente da validi musicisti, molto bravi anche i cinque cantanti nel rendere la giocosità e l'ironia dell'opera.

giovedì 15 maggio 2008

Il concerto di Fazil Say a Milano

Ieri sera ospite di Società dei Concerti a Milano in Conservatorio era Fazil Say, acclamato e discusso pianista, insieme alla Orchestra Sinfonica di Lucerna, diretta da John Axelrod. Concerto discreto ma, ad onore del vero, inferiore alle attese.
Si parte con l'ouverture da Il ratto dal serraglio di Mozart: giusto il tempo di amalgamare e "scaldare" l'orchestra. E' poi la volta del solista, il momento più atteso della serata. Abbiamo ascolato Fazil Say a Brescia nel 2007, in recital solistico, e ci era piaciuto. Ieri sera, nel Concerto in sol maggiore di Ravel, ci ha convinti meno. Nella parte dei bis Fazil Say ha proposto una propria composizione, di bell'impatto e suggestione. Subito dopo ha proposto un movimento della Tempesta di Beethoven.
Nella seconda parte del concerto l'orchestra ha presentato la Sinfonia n. 4 di Beethoven. Molto bene il Direttore americano John Axelrod, dotato di un gesto sicuro, vitale, quasi impetuoso, estroverso. L'Orchestra Sinfonica di Lucerna ha suonato discretamente, forse un po' imprecisi i fiati, a tratti un po' acido e spigoloso il suono degli archi.

domenica 11 maggio 2008

Rinaldo Alessandrini e Concerto Italiano, il piacere di riscoprire Vivaldi

Sabato 10 maggio il Festival Monteverdi di Cremona ha avuto nuovi grandi protagonisti nella bella Chiesa di San Marcellino. Rinaldo Alessandrini ha guidato l'ensemble Concerto Italiano in un concerto tutto imperniato su opere di Antonio Vivaldi.

Rinaldo Alessandrini è uno dei massimi interpreti della musica antica in Italia e nel mondo, invitato nei festival più prestigiosi, autore di incisioni discografiche pluripremiate. Concerto Italiano è l'ensemble da lui fondato e diretto, protagonista di apprezzatissimi concerti. Alessandrini e Concerto Italiano da ormai più di 20 anni hanno riscoperto la musica barocca, in particolare italiana, e rivoluzionato sotto molti aspetti la prassi esecutiva, restituendo nitidezza al fraseggio, alla polifonia, rivisitando un repertorio tanto prezioso quanto poco conosciuto con sensibilità "mediterranea". Il Vivaldi che abbiamo ascoltato ieri sera è sembrato rimergere dai veli del tempo, naturale e sapido come era nelle intenzioni del compositore. L'impressione dopo il concerto di Alessandrini è quella di avere tolto un velo, una patina di polvere, come quando si vede un ciclo di affreschi appena restaurato.

A rendere ancora migliore la serata la bella voce dell'alto Sara Mingardo, cantante dal curriculum prestigioso e voce intensa, espressiva, molto apprezzata dal pubblico. Il programma della serata si è aperto con la Cantata Cessate, o mai cessate, opera in cui l'alto ha subito dato prova del proprio valore, bene rendendo la varietà di sentimenti umani tragici e tormentati di cui l'opera è intrisa. Abbiamo quindi ascoltato la Sonata a 4 al Santo Sepolcro RV 130, apprezzando tutto il valore dell'ensemble strumentale, sorprendendoci per la pienezza del suono di cui solo 6 musicisti sono stati capaci. E' seguito lo Stabat Mater RV621 per contralto, archi e basso continuo: sempre convincente Sara Mingardo; molto bella la composizione vivaldiana, tutta incentrata sull'alternanza delle tonalità di fa e do minore, sino all'accordo di fa maggiore del conclusivo Amen, che irrompe come luce, la luce della risurrezione, il presagio della Vita oltre la morte.

Nel concerto per flauto traverso e archi La notte op. 10 n. 2 abbiamo molto apprezzato la flautista Laura Pontecorvo: di straordinaria modernità e attualità la composizione vivaldiana, suggestiva ed evocativa nella tessitura musicale. Infine il Nisi Dominus RV608 per contralto, archi e basso continuo: altra eccellente composizione, fatta rinascere e rivivere nel concerto di ieri sera, in cui trova spazio anche la sonorità dolce ed armonica della viola d'amore.

Un concerto che il pubblico, educato e attento, ha molto apprezzato. Il pensiero è corso alle Stagioni di Vivaldi, ascoltate quest'autunno: quanto è riduttivo ricondurre Vivaldi a tale opera; e, sul piano esecutivo, è venuta alla memoria la piatta esecuzione dei Cameristi della Scala che, nell'approccio alla musica antica, sbiadiscono vistosamente al confronto con gruppi come quelli che stiamo ascoltando in questi giorni.

Valentina Cortese ed il Magnificat di Alda Merini

Venerdì 9 maggio scorso appuntamento insolito per il Festival Monteverdi, in una altrettanto insolita ambientazione: il palcosenico del Teatro Ponchielli di Cremona, con le file per il pubblico disposte sull'assito, rivolte verso la sala; in questo contesto intimo e suggestivo Valentina Cortese ha letto il Magnificat della poetessa milanese Alda Merini. In sottofondo l'accompagnamento musicale di Roberto Gini (viola da gamba) ed Elena Spotti (arpa barocca).

Valentina Cortese è una delle più grandi attrici del teatro e del cinema italiano: ormai ottantacinquenne, ha dato prova del suo talento, leggendo ed interpretando la raccolta poetica della Merini, incentrata sul più grande evento storico e di fede di sempre: l'Incarnazione e la Passione di Gesù. Il testo mostra una figura di Maria profondamente umana, innamorata e fedele a Dio quanto tormentata da umanissimi dubbi e angosce; angosce che si tramutano in dolore lancinante nei momenti della Passione di Cristo, per poi risolversi nella speranaza cristiana della Resurrezione. Bello il testo poetico, ben recitato dalla Cortese, che ha riso, pianto, gridato come Maria, catturando l'attenzione del pubblico e toccando la sensibilità dello spettatore. Un po' superfluo e poco incisivo l'accompagnamento musicale, quasi disturbante sulla recitazione.

Sicuramente un appuntamento interessante; f0rse discutibile la scelta di inserirlo in un Festival di Musica Barocca.

venerdì 9 maggio 2008

Ottavio Dantone e Accademia Bizantina grandi protagonisti del Festival Monteverdi

La sera di ieri, 8 maggio, è stata nuovamente protagonista la grande musica del Festival Monteverdi di Cremona, con interpreti di primissimo piano nel filone della musica "antica". Nella bella chiesa di San Marcellino si è esibito il grandissimo Ottavio Dantone, direttore e maestro di concerto all'organo, assieme alla Accademia Bizantina di Ravenna, ensemble guidato da Dantone dal 1996 e tra i migliori complessi che interpretano musica barocca su strumenti originali. Per l'occasione era anche presente un eccellente compagine vocale: il gruppo La Stagione Armonica, tra i migliori specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco. Molto bravi anche i due solisti, il soprano Roberta Invernizzi ed il contralto Marina De Liso.
Tutto di Antonio Vivaldi il programma presentato. Si è iniziata la serata con il mottetto Nulla in mondo pax sincera, con il soprano come voce solista. E' stata quindi la volta del Concerto per violoncello, archi e basso continuo Rv 401. Quindi di un altro mottetto vivaldiano, Invicti bellate, protagonista il contralto.
Nella seconda parte è stato presentato il celeberrimo Gloria per soli, coro e orchestra Rv 588, impegnati tutti i protagonisti del concerto. Ottavio Dantone, nome affermatissimo nel repertorio della musica antica, ha confermato il suo valore, dirigendo con entusiasmo, brio, dedizione. Ottima l'Accademia Bizantina, che ha presentato in tutta la serata un Vivaldi energico, carico di brio e di passione, suonando con la gioia di fare arte. Si sono confermate ottime cantanti anche soprano e contralto. Il coro de La Stagione Armonica ha impressionato positivamente per la potenza vocale, la ricchezza di sfumature, l'armoniosità dell'insieme, l'intesa perfetta con l'orchestra ed i solisti. Uno dei concerti più attesi del Festival non ha certamente deluso le aspettative.

giovedì 8 maggio 2008

Alexandre Tharaud al Festival Michelangeli


Ieri sera al Teatro Grande di Brescia per il Festival Michelangeli si è esibito il pianista Alexandre Taharaud.
Prima parte tutta chopiniana: brani brevi, un notturno, un improvviso, alcuni valzer, composizioni in genere riservate ai bis.
Nella seconda parte sono stati alternati brani da Pièces de Clavecin di Couperin ai pezzi di Le tombeau de Couperin di Ravel.

City of Birmingham Symphony Orchestra, concerto fulgente a Torino

La sera del 6 maggio scorso l'Auditorium del Lingotto ha ospitato la City of Birmingham Symphnoy Orchestra (CBSO), in un concerto di eccellente qualità. L'orchestra è nota per essere stata diretta per quasi vent'anni da un "certo" Simon Rattle: simili collaborazioni lasciano il segno e la CBSO è senza dubbio una delle principali orchestra a livello mondiale. A Torino si è presentata con il suo Direttore, il finalndese Sakari Oramo (che dalla prossima stagione lascerà l'orchestra al lituano Andris Nelsons).

La prima parte del concerto ha visto sul palco del Lingotto anche un ottimo solista, il violoncellista Steven Isserlis, impegnato nel Concerto per violoncello e orchestra in mi minore op. 85 di Edward Elgar. Isserlis suona un violoncello Stradivari "Feuermann" del 1730 ed è accreditato tra i più grandi interpreti dello strumento. La sua performance nel concerto torinese è stata all'altezza del suo curriculum, impegnato in un concerto per violoncello difficile, di non frequente esecuzione, in cui il solista è vero protagonista, dalle prime alle ultime battute. Isserlis ha saputo rendere bene la schiettezza della composizione, introspettiva, a tratti elegiaca, velata da una pessimistica malinconia: e come potrebbe essere altrimenti per un'opera composta nel 1919, al termine dello squarcio di un conflitto mondiale?

Nella seconda parte grandi protagonisti Sakari Oramo e la CBSO, impegnati nella Sinfonia n. 5 di Mahler. Già dalle prime battute si poteva percepire l'intesa perfetta di Oramo con la "sua" orchestra, a tutto beneficio dell'interpretazione offerta; ed immediata è stata la percezione del valore dell'orchestra. Ne è risultata una interpretazione fulgida della Quinta mahleriana, che Sakari Oramo ha diretto a memoria, con attenzione alle più minute sfumature. Ecccellenti i fiati, corno e tromba su tutti: emozionante il primo movimento. Ottimi anche gli archi, protagonisti del famosissimo Adagietto, raccolto, intriso di malinconico lirismo, punteggiato dagli interventi di commovente fragilità dell'arpa. Sino alla grandiosa conclusione. Il folto pubblico (che sapeva come ci si comporta a Teatro...) ha gradito il concerto e riservato un giusto tributo.

lunedì 5 maggio 2008

Il premio Benedetti Michelangeli a Grigory Sokolov in un concerto memorabile


Grigory Sokolov: un nome che è sinonimo del pianismo contemporaneo ai suoi livelli massimi. Ieri sera il Festival pianistico Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo ha conferito, nella cornice del Teatro Grande di Brescia, il Premio Arturo Benedetti Michelangeli al grandissimo pianista russo, spesso ospite del massimo festival pianistico italiano. La consegna del riconoscimento è avvenuta nell'intervallo di un concerto incantevole. Immaginiamo quale deve essere stato l'imbarazzo e la ritrosia con cui Sokolov ha ricevuto il premio, da artista schivo, poco incline allo show-bussiness quale egli è. Il suo vero ringraziamento è stato il concerto con cui ha deliziato il pubblico, sono stati i 6 bis (Chopin e Skrjabin) con cui ha omaggiato (vere perle preziose) quella metà del pubblico che non ha avuto la cafonaggine e l'impudenza di abbandonare la sala alla fine del secondo tempo.

La serata di ieri è stata un puro distillato di emozione e di interpretazione pianistica al massimo livello. Tutta mozartiana la prima parte. Si è iniziato con la Sonata in fa maggiore KV 280: un vero capolavoro l'Adagio del secondo movimento, reso con una cantabilità ed una grazia da lasciare stupefatti... Poi la più nota Sonata in fa maggiore KV 332: un Mozart ricco di finezze e sfumature, interpretato col gusto dell'esegeta, di chi spende la propria vita al e per il pianoforte.

Nella seconda parte quell'autentico capolavoro chopiniano che sono i Ventiquattro Preludi op. 28. La maestria di Sokolov è stata protagonista di una interpretazione memorabile, originale: suonare a questi livelli è possibile per un ben ristretto empireo di pianisti! Quanta grazia e cantabilità nel suono di Sokolov; e quanta tensione drammatica nei preludi di di tonalità minore, carichi talora di dolore e soifferenza esistenziale.

Appena Sokolov inizia a suonare egli diventa un tutt'uno col pianoforte: immerso nella penombra, avvinto allo strumento che è veicolo della sua sensibilità, la testa protesa verso la tastiera, Sokolov è l'emblema di un modo di suonare il pianoforte totalizzante. In ogni concerto si ricava l'impressione, reale, dell'artista che offre tutto sé stesso per la musica, per il pubblico, per omaggiare il compositore la cui opera torna a nuova vita. E' sorprendente la gamma timbrica di Sokolov, il suo suono, potente oppure ai limiti dell'udibile, sempre nitido, caldo, arrotondato. Un interprete leggendario!

sabato 3 maggio 2008

Nello sfavillio della musica barocca si apre il Festival Monteverdi di Cremona


Questa sera, sabato 3 maggio, è iniziata la lunga serie di concerti del mese, che ci vedrà a Brescia, Torino, Milano, ma anche nella nostra città, Cremona. E' proprio nella chiesa di S. Marcellino di Cremona in cui si è aperta questa sera la XXV edizione del Festival di Cremona "Claudio Monteverdi", appuntamento divenuto negli anni tra i più importatnti nel panorama della musica barocca.
Finalmente torna il Festival Monteverdi, finalmente torniamo ad assaporare le melodie semplici, ritmiche, appaganti, della musica barocca! Una vera immersione in un'isola di pace, una iniezione di serenità: questo è l'effetto che produce l'ascolto di questo repertorio di musica antica, eppure ancora così attuale e capace di parlare all'animo umano.
L'inaugurazione dell'edizione 2008 del Festival è stata affidata ad una maxi produzione: il Vespro Solenne per la Pentecoste di Lodovico Grossi da Viadana, opera dell'inizio del Seicento, eminentemente liturgica, che affianca canto gregoriano, polifonia, accompagnamento musicale. Protagonista della serata è Giovanni Battista Columbro, genovese di nascita ma cremonese d'adozione, alla testa dell'Orchestra Barocca di Cremona e di ben sei cori, che vogliamo elencare tutti: la Schola Gregoriana "Vocale Consortium"; la Cappella Musicale di Viadana; il Coro Civico di Viadana; l'Ensemble Vocale "il Concento Ecclesiastico" di Genova; il Coro "Anthem" di Monza; il Coro "Quod Libet" di Parma. Nel complesso un centinaio tra musicisti e cantanti, disposti in modo scenografico e originale sui 4 lati della chiesa, contribuendo ad accentuare ancor più il carattere polifonico dell'opera.
Nel complesso una bella esecuzione, sfavillante nelle parti corali, con l'intento dichiarato di ricreare i fasti delle celebrazioni liturgiche solenni del Seicento; una serata che ha incontrato il favore del pubblico, attento e competente.