
Venerdì 21 dicembre 2007, Mantova, Teatro del Bibiena: un vero gioiello architettonico il Teatro mantovano, costruito nel Settecento, un piccolo scrigno che sembra concepito proprio per i concerti di musica da camera. In un simile contesto è ancor più coinvolgente ed emozionante il concerto cui abbiamo assistito: Andras Schiff, nella duplice veste di direttore e pianista e l'Accademia d'Archi di Bolzano, valida compagine da camera, fondata dal violinista Georg Egger, che riunisce ottimi musicisti altoatesini. Le premesse eccellenti non sono smentite dal concerto.
Si inizia con la Sinfonia n. 10 di Mendelssohn, una gioiosa e poca nota composizione giovanile, in cui gli archi si rivelano convincenti, caldi e vibranti.
E' poi la volta del Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra di Haydn: tutta la personalità e la bravura di Schiff si mobilitano. Nel primo movimento trascina i musicisti con entusiasmo; nel secondo è capace di un tocco delicato e sognante; nel terzo movimento suona con impeto gioioso, con una forza controllata, con straordinaria potenza espressiva.
Segue il Concerto n. 19 K 459 di Mozart: ed è un Mozart vivace e gioioso quello di Schiff, frutto di una perfetta fusione ed armonia tra l'orchestra ed il pianista. Incalzante nel primo movimento, cristallino ed aristocratico nel secondo; nel terzo movimento Schiff supera sè stesso, con un suono pieno e avvolgente, portando seco l'orchestra in una interpretazione eccellente.
Giusto il tempo di spostare il pianoforte dal palco ed ecco l'ultima parte del concerto: la Sinfonia n. 5 di Schubert, dove Andras Schiff assume il ruolo di Direttore d'orchestra. Un'orchestra che si conferma essere di notevole rango, cordiale ed amabile nel suono, composta, come dicevamo, da ottimi musicisti, capaci di suonare con impegno e pregnante sincerità.
Un concerto eccellente e suadente, coronato da un pubblico attento e silenzioso, che ha gratificato gli artisti con applausi calorosi e quanto mai meritati.



